Accertamento previdenziale: cosa accade in caso di successivo annullamento ad opera della Commissione Tributaria (Trib. Civ. Macerata, Sez. Lav., 15.3.2016, n. 111 – Giud. Giovanni IANNIELLI)

Ringraziamo la Collega Marisa ABBATANTUONI per avere segnalato la recente sentenza emessa dal Giudice del Lavoro.

La Sezione Lavoro del Tribunale Civile di Macerata – Giud. Giovanni Iannielli accoglie il ricorso del socio che si vedeva rideterminare le somme a titolo di contribuzione previdenziale a seguito di accertamento del maggior reddito da parte dell’Agenzia delle Entrate di Macerata.
L’illegittimità della pretesa dell’INPS consegue alla non definitività della pretesa tributaria da parte dell’Agenzia fiscale nonché alla soccombenza di quest’ultima innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale.

“Nel caso che ci occupa, – evidenzia l’Estensore – va evidenziato che l’INPS ha emesso in base all’avviso di accertamento emesso dall’Agenzia delle Entrate competente il contestato avviso di addebito, nonostante fosse pendente ricorso tributario contro l’avviso di accertamento e ciò in violazione del disposto di cui all’art. 24, comma 3, del d.lgs. 26 febbraio 1999, n. 46, valido anche in caso di accertamenti eseguiti da enti diversi da quello previdenziale…”

“L’emissione di un accertamento previdenziale (con conseguente avviso di addebito) successivo all’accertamento fiscale espone senza dubbio di sorta l’istituto previdenziale a soccombenza e responsabilità nel caso in cui l’accertamento di base (presupposto anche per il recupero di contributi previdenziali) venga annullato ad opera della Commissione Tributaria competente, come è avvenuto nel caso che ci occupa”.

 

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