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Sigla del giudice emittente al posto della firma per esteso? Nullità insanabile del decreto ingiuntivo – Claudia NOTARIALE

La Collega Claudia Notariale del nostro Foro, redattrice della Rivista di Diritto Maceratese, illustra un caso pratico davvero curioso in tema di nullità di atti processuali, risoltosi positivamente grazie alla collaborazione dell’Ufficio del Giudice di Pace di Macerata.
Buona lettura!

SIGLA DEL GIUDICE EMITTENTE AL POSTO DELLA FIRMA PER ESTESO? NULLITA’ INSANABILE DEL DECRETO INGIUNTIVO

Capita spesso di dare per scontate la regolarità e la validità dei provvedimenti, sottovalutando degli elementi che invece potrebbero comportarne addirittura una nullità insanabile.

Il Tribunale di Napoli con sentenza n. 864 del 2006 si è pronunciato sulla validità di un decreto ingiuntivo difettoso di valida sottoscrizione da parte del Giudice, essendo la stessa assolutamente illeggibile ed essendo l’atto mancante del nome del Giudice emittente.

Con detta sentenza veniva sancita la nullità insanabile del decreto ingiuntivo privo di sottoscrizione leggibile, ai sensi dell’art. 161, co. 2°, c.p.c.

La giurisprudenza di Merito del Giudice Partenopeo ha messo in luce un difetto procedurale dell’atto che probabilmente risulta piuttosto frequente, ma che facilmente può sfuggire anche ad una lettura attenta, o alla stessa stesura scrupolosa del decreto da parte, rispettivamente di avvocati e giudici.

Dello stesso caso si è infatti occupato anche l’Ufficio del Giudice di Pace di Macerata nel settembre 2014.

Al Giudice veniva sottoposta la questione, (decreto ingiuntivo nullo per assoluta illeggibilità della sottoscrizione del Giudice che lo aveva emesso) prima della notifica del provvedimento.

Grazie all’intervento collaborativo del Giudice, si provvedeva a rinnovare l’atto che, per ironia della sorte, sarebbe stato notificato presso il debitore corrente proprio in Napoli.

Tornando alla interessante sentenza emessa dal Tribunale di Napoli, nel caso concreto, il giudice Tatangelo ha accolto l’opposizione all’esecuzione proposta avverso l’atto di precetto fondato sul decreto ingiuntivo viziato, a sua volta emesso dal Tribunale di Reggio Emilia.

La predetta nullità veniva dichiarata in rispetto dell’art. 161 c.p.c sostenendo altresì come, trattandosi di invalidità attinente alla stessa esistenza del titolo esecutivo, potesse validamente sostenere anche l’opposizione all’esecuzione forzata, prescindendo dai limiti dei mezzi di impugnazione. Tale nullità è deducibile, ai sensi dell’art. 161 c.p.c., sempre, oltre le regole dei mezzi di impugnazione.

Anche il Tribunale di Torino, sezione VI civile, con sentenza del 31/7/08, ha ribadito il seguente principio:

“In tema di provvedimenti del giudice, nella fattispecie di decreto ingiuntivo, laddove venga apposta sull’atto da parte dell’estensore una firma sigliforme di ardua decifrazione e non vengano esplicitate in alcuna parte dell’atto stesso le generalità dell’estensore, deve essere dichiarata la nullità, ai sensi dell’art. 161 cpv. c.p.c.”.

La questione, seppur apparentemente di poco conto, posto che le somme ingiunte dal Giudice di Pace non superano la somma di cinquemila euro, viene comunque posta all’attenzione dei Colleghi perché l’attività di recupero dei crediti, nel particolare momento storico che stiamo vivendo, ci richiede di procedere sempre più anche nei casi di “poco conto”, che forse qualche anno fa venivano messi da parte più a “cuor leggero” dai creditori, liberi di concedersi il lusso di non perdere tempo con il recupero di “piccole somme”.

Quindi, attenzione anche alle firme, per evitare di trovarci, nostro malgrado, a notificare un atto nullo, avendo chiesto le copie autentiche di un provvedimento “senza averlo prima passato sotto la lente di ingrandimento”.

 

avv. Claudia Notariale

La negoziazione assistita in concreto: domande e risposte sulla procedibilità e la proponibilità; come influisce sui sinistri stradali

Un itinerario attorno alla negoziazione assistita non può prescindere dall’analisi pratica di qual è la tempistica: si può avviare la procedura coniata dal decreto legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito con modifiche in legge n. 162/2014, dopo aver notificato l’atto di citazione? Certo che sì!
Non va, infatti, confuso il concetto di procedibilità (e lo svolgimento della procedura di negoziazione assistita) con la proponibilità che si consegue una volta che siano state rispettate le condizioni imposte dall’art. 145 Codice delle Assicurazioni.
Avv. Paolo Maria Storani

Art. 183 c.p.c. – Petitum e causa petendi – Mutatio ed emendatio: la parola alle Sezioni Unite

Con la pronuncia n. 12310 del 15 giugno 2015 le Sezioni Unite del Supremo Collegio chiariscono che la modifica della domanda consentita ai sensi dell’art. 183 c.p.c. può riguardare anche uno o entrambi degli elementi oggettivi della medesima (petitum e causa petendi), sempre che la domanda risulti comunque connessa alla vicenda sostanziale dedotta in giudizio e senza compromissione delle potenzialità difensive dell’antagonista processuale o allungamento dei tempi del giudizio.
Talché, è permessa la modifica dell’originaria domanda formulata ai sensi dell’art. 2932 c.c. con quella di accertamento dell’avvenuto effetto traslativo, compiuta con il deposito della memoria ex art. 183 c.p.c.; le Sezioni Unite ricostruiscono la struttura e la portata percettiva della norma con riguardo all’ampiezza della ivi contemplata ammissibilità della modifica di domande, eccezioni e conclusioni.
Avv. Paolo Maria Storani

Quando la Corte di Cassazione è giudice anche del fatto

La Suprema Corte, con la sentenza n. 11796 dell’8 giugno 2015, chiarisce quando la Cassazione è giudice anche del fatto, inteso come fatto processuale, ed è come tale investita del potere di procedere direttamente alla disamina ed alla valutazione degli atti del processo di merito.
Oggi, dopo la pronuncia delle Sezioni Unite n. 8077 del 2012, tale potere di esame diretto è stato affermato anche per l’ipotesi in cui il giudice di merito, nell’applicazione delle norme processuali, abbia interpretato gli atti processuali della parte.
Avv. Paolo Maria Storani

Illecito penale – tributario. Principio del “doppio binario” e ne bis in idem

Il nostro ordinamento interno prevede il principio del “doppio binario” tra processo penale e processo tributario.
Così, chi viene accusato di un fatto previsto come illecito dal nostro sistema fiscale e viene assoggettato ad azione amministrativa di accertamento e recupero da parte del Fisco, ove tale fatto integri gli estremi di reato, subisce parallelamente l’azione penale e i due procedimenti restano indipendenti.
L’attuale orientamento della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, tuttavia, indicherebbe una lettura diversa dei rapporti tra sistemi, tesa ad evitare la violazione del principio ne bis in idem.
Avv. Ilaria Corridoni

Il peso della cartella clinica nel contenzioso medico

Fonte di vitale importanza per la ricostruzione dei fatti e del percorso clinico-assistenziale del paziente e pietra angolare del giudizio di responsabilità da malpractice medico-sanitaria, la cartella clinica è l’unico strumento che permette la tracciabilità delle scelte adottate e degli interventi effettuati: è una sorta di scatola nera dell’intero rapporto medico-paziente durante il ricovero, incluso con tale termine il c.d. day hospital, ove un vero e proprio ricovero non si realizza.
L’avvocato non dovrà mai trascurare l’esame della cartella infermieristica.
La cartella clinica ha una struttura eterogenea.
Ne costituiscono parte integrante il foglio della terapia farmacologica, il foglio delle prescrizioni non farmacologiche, i referti, le consulenze, il registro operatorio, le informative, le dichiarazioni di volontà del paziente (consenso informato) e, in special modo, il diario clinico
Avv. Paolo Maria Storani

La web reputation e il prezzo della persona on line

La persona on line è un patrimonio informativo elettronico ad alto rischio.
L’impatto Data Protection cui può essere sottoposta la vittima a volte implica dei danni irreparabili talmente gravi da condurre a un radicale cambiamento di vita e della personalità.
Ma allora quanto costa la vita di una persona?
L’articolo prende in esame i casi offerti dalla nostra giurisprudenza sul quantum risarcitorio.
Avv. Deborah Bianchi