“Chi sceglie per primo, sceglie anche per la controparte” – Marisa ABBATANTUONI

“Chi sceglie per primo, sceglie anche per la controparte”

Il neonato Processo telematico Tributario, nelle Marche a partire dal 15 luglio 2017, è amato da alcuni e guardato con sfiducia da altri, vero è che a prescindere dalle preferenze personali e dalla dimestichezza con cui si utilizzano gli strumenti informatici tutti i difensori tributari, ben presto, dovranno scenderci a patti. Sulla necessaria formazione informatica da parte degli Avvocati, Commercialisti e delle altre categorie professionali ammesse al contenzioso innanzi la CT, fanno da monito due sentenze delle Corti di merito: CTR Reggio Emilia, sez. II, 12 ottobre 2017, n. 245 e CTR Lombardia n. 5082/2017 del 5 dicembre 2017 che individuano le modalità operative da seguire.
Il Collegio Emiliano sancisce, con la sentenza in commento fra l’altro una delle prime sull’argomento che nel PTT qualora il ricorso è introdotto tramite PEC la costituzione in giudizio del ricorrente e della parte resistente debba avvenire in modo telematico, cioè tramite il sistema Si.Gi.t., mentre nel caso in cui il ricorso sia stato introdotto in modo “cartaceo”, cioè con deposito presso la controparte od invio tramite posta alla stessa, anche la costituzione in giudizio del ricorrente e della parte resistente debba avvenire in modo cartaceo. Venendo ora ad illustrare brevemente gli spunti normativo, l’art. 9 del D.M. relativo alla “Notificazione e deposito degli atti”, dispone che “il ricorso e gli altri atti del processo tributario, nonché quelli relativi al procedimento attivato con l’istanza di reclamo e mediazione, sono notificati utilizzando la PEC”, secondo quanto stabilito dall’art. 5 (comma 1) e che “il deposito presso la segreteria della Commissione tributaria del ricorso e degli altri atti (…) unitamente alle relative ricevute della PEC, avviene esclusivamente mediante il SI.Gi.T.” (D.M. n. 163/2013, art. 5 comma 3. Nel caso di notificazioni eseguite a mezzo di ufficiale giudiziario ai sensi degli articoli 137 e ss. c.p.c., gli atti da notificare vanno trasmessi all’indirizzo di posta elettronica certificata pubblicati sull’indice degli indirizzi delle PP.AA.); l’art. 2 comma 3 del Decreto de quo, che ha una valenza peculiare in materia di processo telematico tributario, poiché sancisce il “principio di esclusività” del metodo prescelto.
Ragion per cui, tutte le comunicazioni e le notificazioni, se telematiche, devono avvenire “esclusivamente” attraverso il SI.Gi.T. e, tra l’altro, si intenderanno perfezionate solo allorquando, da parte del gestore di posta elettronica certificata del destinatario, verrà generata la ricevuta di avvenuta consegna degli atti, da cui deriveranno gli effetti tipici della conoscenza legale degli stessi (cfr. ex art. 45 e 48 del D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82).
Stessa procedura per le controdeduzioni e gli altri atti del processo tributario, i quali unitamente alle relative ricevute di consegna della PEC, dovranno essere depositati presso la segreteria della Commissione tributaria mediante il S.I.Gi.T.
Ai sensi dell’art. 2, comma 3 D.M. cit. “la parte che ha utilizzato in primo grado le modalità telematiche (…) è tenuta ad utilizzare le medesime modalità per l’intero grado del giudizio nonché per l’appello (…)”; alla luce di tale principio appare condivisibile il principio espresso nella sentenza in commento secondo cui «se il ricorso è introdotto tramite PEC la costituzione in giudizio del ricorrente e della parte resistente debba avvenire in modo telematico, cioè tramite il sistema Si.Gi.t, mentre nel caso in cui il ricorso sia stato introdotto in modo “cartaceo”, cioè con deposito presso la controparte od invio tramite posta alla stessa, anche la costituzione in giudizio del ricorrente e della parte resistente debba avvenire in modo cartaceo, cioè con deposito di copia del ricorso o delle controdeduzioni presso la Commissione». La vicenda sottoposta al Giudicante emiliano, chiarisce che qualora il ricorrente abbia operato una “scelta” la controparte ne verrà irrimediabilmente vincolata e dovrà adeguarsi utilizzando il medesimo strumento. Nel caso esaminato, il contribuente aveva notificato il ricorso tributario utilizzando la modalità della consegna diretta al front office dell’AE e successivamente si era costituito alla CTP di Reggio Emilia depositando il fascicolo cartaceo. L’AE al contrario aveva depositato la propria costituzione telematicamente. Il Collegio della CTR emiliana afferma che, “nel caso di notificazione del ricorso introduttivo a mezzo PEC, la costituzione in giudizio del ricorrente debba avvenire in maniera telematica, cioè mediante il sistema Sigit, mentre nell’altro caso, quello cioè in cui il ricorrente non abbia notificato il ricorso tramite PEC, ma abbia utilizzato altri canali, ad esempio il deposito presso la controparte o l’invio, alla stessa, tramite posta, la costituzione in giudizio debba avvenire senza utilizzare il sistema Si.Gi.t ma in altro modo, cioè utilizzando il deposito di copia del ricorso presso la segreteria della Commissione o tramite posta alla stessa. Lo stesso vale per la costituzione in giudizio della parte resistente” (in senso conforme cfr. CTR di Firenze, sez. V, 31 maggio 2017, n. 1377).
Da ciò emerge che nel caso in cui il PTT fosse stato operativo e il contribuente abbia quindi potuto operare una “scelta” tra procedura telematica e cartacea, tale scelta si “trasforma” per la controparte in una modalità obbligata senza possibilità di commistioni tra i due metodi.
Quindi “la scelta di utilizzo del processo tributario telematico va effettuata ‘ab origine’, sin dal primo grado di giudizio”, non essendo ammessa la modifica in itinere di un metodo, cartaceo in primo grado e telematico in secondo, o viceversa; “laddove sin dal primo grado venga scelto l’iter telematico, la costituzione, la proposizione del ricorso e le comunicazioni conseguenti alle stesse possono essere effettuate tutte, nessuna esclusa, in via telematica, con la conseguenza che tutto il prosieguo del processo tributario, ivi compreso l’atto di appello, potrà essere effettuato con tale formula, purché nel rispetto degli artt. 16 e 16-bis del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, (CTR Firenze sent. n. 1377/2017)” l’unica eccezione è data dalla sostituzione del difensore. Nelle Marche il PTT è divenuto operativo dal 15 luglio 2017, quindi potendo “scegliere” la procedura telematica solo da quella data, gli Uffici nostrani hanno incardinato gli atti di Appello adottando tale modalità, il contribuente dovrà, dunque, costituirsi in CTR utilizzando la procedura telematica, nel caso contrario le proprie controdeduzioni, seguendo l’insegnamento della CTR Emiliana, sarebbero considerate inesistenti.
Inoltre è il caso di segnalare la sentenza della CTR della Lombardia n. 5082/2017 del 5 dicembre 2017 che riconosce come esistente la notifica effettuata via PEC dall’Ufficio in data antecedente all’entrata in vigore del PTT e ciò in quanto la ritualità della costituzione del contribuente nonché la non contestazione del processo notificatorio ha permesso il raggiungimento dello scopo a cui la notifica era destinata. Il PTT in Lombardia è stato attivato a partire dal 15 aprile 2017 mentre la notifica dell’Appello era intervenuta in data 15 gennaio 2017, orbene il Collegio Lombardo ritiene la notifica validamente effettuata in quanto, in primis tutti i difensori debbono essere muniti di un indirizzo PEC ed in secundis l’Ufficio ha rispettato gli standard degli atti processuali fissati dal DM 4 agosto 2015 che rende la notifica tramite PEC conforme al modello legale assicurandone anche la piena conoscenza da parte del destinatario. Inoltre, la costituzione in giudizio ha sanato il rilevato vizio per raggiungimento dello scopo a cui l’atto era diretto, non ravvisandosi l’inesistenza della notifica che si verifica solamente in assenza degli elementi essenziali. A tal proposito si segnala anche un orientamento opposto della Suprema Corte e per la precisione la sentenza n. 28311/2017 che individuava come inesistente, in quanto non sanabile la notifica effettuata via PEC antecedentemente l’operatività del PTT. E’ evidente che il PTT riserverà numerosi colpi di scena e battaglie a colpi di norme e sentenze tra il contribuente e l’Ufficio, prima di essere metabolizzato e divenire patrimonio comune.

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