Il professionista (nella specie un notaio) non può lavorare gratis per parenti ed amici (CTP Ancona 1279/3/2016) – Marisa ABBATANTUONI

L’Avv. Marisa Abbatantuoni segnala un’interessante sentenza della CTP di Ancona che impone al professionista di versare le imposte sulle parcelle nonostante abbia rinunciato al compenso.
La sentenza n. 1279/3/2016 sancisce il principio che il professionista, nello specifico un notaio, non può lavorare gratuitamente per amici o parenti.
Difatti la sentenza del collegio anconetano conferma l’operato dell’AE di Ancona che “pretendeva”, sembrerebbe giustamente a questo punto, di tassare l’attività del professionista prestata a titolo gratuito.

Il professionista infatti, redigeva l’atto e rinunciando ai suoi onorari, incamerava solamente le relative spese vive (marche da bollo, registrazione).
Il giudicante dorico, a fronte di attività prestate a titolo gratuito per parenti o amici, impone quindi la fatturazione e il pagamento delle relative imposte difatti “se il professionista avesse voluto omaggiare i clienti/amici, avrebbe dovuto regolarmente fatturare i compensi, declinandone il pagamento e accollandosi l’onere fiscale che, invece, ha accollato allo Stato e quindi a tutti i cittadini contribuenti”. Alla luce dell’art. 54 del TUIR nonchè, della sentenza della Corte di Cass. Civ. Sez. Trib., n. 21972 del 28 ottobre 2015 il contribuente probabilmente darà battaglia in appello.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail