In nome della sostenibilità economica la Consulta ratifica una sorta di franchigia sui danni di lieve entità (Corte Cost. ord. 21.10.2015, n. 242) – Paolo M. STORANI

E dopo la sentenza n. 235 del 2014 con cui sono state approvate le tabelle di legge per i danni non patrimoniali arrivò anche l’ordinanza costituzionale con cui la Consulta, con provvedimento del 21 ottobre 2015, ordinanza n. 242, ha sancito la costituzionalità della franchigia introdotta dall’art. 32 della Legge n. 27 del 2012.

Era stata l’ordinanza di rimessione del Giudice di Pace di Reggio Emilia a sospettare d’incostituzionalità la norma che integra l’art. 139 del Codice delle Assicurazioni Private.

Con tale combinato disposto si stabilisce che le lesioni di lieve entità non suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo non possono dar luogo al risarcimento di un danno biologico permanente.

Nel contempo, con una tecnica legislativa quanto meno discutibile, si preclude la refusione della lesione alla persona che con il riscontro medico legale non si sia in grado di accertare visivamente o strumentalmente.

Non resta che invocare un nuovo intervento del legislatore per rendere il sistema più coerente con il catalogo che le Sezioni Unite della Corte di Cassazione scolpirono nelle quattro sentenze dell’11 novembre 2008, n. 26972 e seguenti.

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