Limiti al CTU nell’acquisizione di documenti (Cass. 12921/2015) – Paolo M. STORANI

di Paolo M. Storani – Muovendo da un caso di allagamento ad uno stabilimento industriale causato dalla rottura di un tratto di condotta idrica facente parte dell’acquedotto pubblico, Cass. civ., Sez. III, 23 giugno 2015, n. 12921, Pres. Antonio Segreto e Rel. Lina Rubino, offre una sicura bussola in materia di acquisizione dei documenti ad opera del CTU: “La Corte d’appello ha deciso di non avvalersi delle risultanze della consulenza tecnica perché ne ha dichiarato la nullità, in quanto solo in sede di consulenza tecnica, in violazione sia dei termini per la produzione documentale che del principio del contraddittorio, la C. (n.d.r. = una delle parti litiganti) ha trasmesso direttamente al consulente una serie di documenti atti a comprovare i costi delle lavorazioni perdute e i quantitativi, suscitando le immediate contestazioni della controparte.

Alla pronuncia di nullità della consulenza non poteva che derivare l’inutilizzabilità di essa e di tutto il materiale irregolarmente acquisito dal consulente, la cui irregolare acquisizione ne aveva provocato la nullità”; infatti, “la giurisprudenza di questa Corte ha più volte affermato che, in tema di consulenza tecnica d’ufficio, rientri nel potere del consulente tecnico d’ufficio attingere aliunde notizie e dati, non rilevabili dagli atti processuali e concernenti fatti e situazioni formanti oggetto del suo accertamento, quando ciò sia necessario per espletare convenientemente il compito affidatogli, e che dette indagini possono concorrere alla formazione del convincimento del giudice purché ne siano indicate le fonti, in modo che le parti siano messe in grado di effettuarne il controllo, a tutela del principio del contraddittorio (Cass., n. 13686 del 2001; Cass. n. 3105 del 2004; Cass. n. 13428 del 2008; Cass. n. 1901 del 2010)”.
In sintesi, il criterio guida è che si tratti di un potere funzionale al corretto espletamento dell’incarico commesso al CTU e che non comporti alcun potere di supplenza rispetto al mancato espletamento da parte dei litiganti al rispettivo onere probatorio.

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