L’uso degli strumenti di pagamento elettronico: un risparmio per i consumatori se… – Paola FORMICA

L’uso degli strumenti di pagamento elettronico farà risparmiare i consumatori se si eviterà di aggirare il tetto posto alle commissione interbancarie

Dal 13 GENNAIO 2018 è in vigore il decreto legislatovo che recepisce la direttiva europea n. 2015/2366 sui servizi di pagamento ed il regolamento UE n. 1093/2010, sulle commissioni interbancarie nelle operazioni con bancomat e carte di credito, normativa che aumenta gli obblighi di trasparenza e tutela per i prestatori di servizi di pagamento e per i consumatori riducendo il rischio di frode per chi acquista online.
L’obbiettivo è quello di favorirne la diffusione tra i consumatori e promuovere lo sviluppo di un mercato concorrenziale dei servizi di pagamento, attraverso la riduzione del peso delle commissioni sul prezzo, a vantaggio dell’economia e della crescita. Sono escluse dall’ambito di applicazione della nuova normativa le carte che vengono adottate per gli acquisti all’interno di una catena commerciale, le tessere clienti, le carte carburante, le membership card, le tessere per i mezzi di trasporto pubblici, i biglietti per il parcheggio, i buoni pasto o buoni per servizi specifici e le “social card”. Cardine del nuovo sistema è il divieto di applicare un sovrapprezzo per l’utilizzo di un determinato strumento di pagamento elettronico e la riduzione delle commissioni, infatti è imposto il tetto dello 0,2% del valore dell’operazione per le commissioni interbancarie di ogni operazione con carte di pagamento, carta di debito e prepagate e dello 0,3% per le operazioni tramite carta di credito. Relativamente alle commissioni interbancarie per le sole “operazioni nazionali” tramite carte di pagamento, le commissioni dovranno essere più basse per i pagamenti fino a 5 euro rispetto a quelle applicate alle operazioni di importo superiore, per favorire la diffusione degli strumenti di pagamento elettronici anche per cifre molto basse. E’ disciplinata la possibilità di usare il conto o credito telefonico per operazioni di pagamento sia di attività di beneficenza che per l’acquisto di biglietti di vari servizi (trasporti, parcheggi ed intrattenimento) nel limite di spesa di 50 euro per singola operazione e comunque di 300 euro mensili.
Viene imposto l’obbligo di trasparenza dei costi di commissione e del tasso di cambio per gli acquisti in una valuta europea diversa dall’euro ed il divieto di imporre all’acquirente consumatore la scelta di uno strumento di pagamento preferito per l’esercente a patto che non imponga un maggior costo per l’esercente.
Viene ridotta la franchigia a 50 euro per i pagamenti non autorizzati effettuati prima della denuncia di furto o smarrimento della carta di pagamento.
Affinchè la normativa raggiunga l’obbiettivo di crescita economica e di risparmio per i consumatori è necessario che gli intermediari non applichino costi aggiuntivi sul rilascio o sulle ricariche delle carte di pagamento o sul report delle transazioni riducendo il margine di convenienza nell’uso degli strumenti di pagamento elettronici. E’ auspicabile che si innesci una concorrenza tra gli intermediari nei servizi agli esercenti affinchè il profitto non sia determinato da nuovi costi sulle transazioni, ma dal loro volume , anche per evitare che gli esercenti rischino di sottoscrivere clausole che impongano loro penali per non avere raggiunto volumi di transazione prestabili dall’emittente.
L’attenzione sia per il consumatore che per l’esercente a questo punto dovrà essere massima e rivolta alle condizioni contrattuali oltre che a quelle economiche , maturando la consapevolezza che il servizio pos, le carte di debito, le carte di pagamento e le carte di credito sono servizi distinti dal rapporto di conto corrente, affinchè la concorrenza tra le offerte degli intermediari generi risparmi effettivi per i consumatori e gli esercenti .
Il successo di metodi di pagamento innovativi in futuro sarà determinato dal livello di fiducia dei consumatori non solo nella rapidità di esecuzione, ma soprattutto nella sicurezza del pagamento.
AVV. PAOLA FORMICA

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