Negozio di fondazione, dotazione e donazione: la Cassazione ribalta la doppia conforme di merito! (Cass. 16409/2017) – Alfonso VALORI

Ringraziamo sentitamente l’Avv. Alfonso Valori, del nostro Foro, per la pregevole nota alla sentenza della Sez. II della Corte di Cassazione, n. 16409, depositata il 4 luglio 2017, Pres. Mazzacane, Est. Scarpa.

La pronuncia è consultabile per esteso all’interno del sito della Corte di Cassazione a questo link

Buona lettura! (Paolo M. Storani)

NEGOZIO DI FONDAZIONE, DOTAZIONE E DONAZIONE: LA CASSAZIONE RIBALTA LA DOPPIA CONFORME DI MERITO (articolo dell’Avv. ALFONSO VALORI del Foro di Macerata)

Un soggetto decide di devolvere integralmente mediante testamento il proprio ingente patrimonio a fondazioni che si andranno successivamente a costituire, le quali dovranno avere specifiche finalità indicate nella scheda testamentaria (in specie la erogazione di borse di studio a studenti delle università marchigiane e l’assistenza a cani ed altri animali abbandonati).
A seguito dell’apertura della successione si costituiscono tre fondazioni, le quali reclamano integralmente l’eredità. L’erede legittima eccepisce invece, tra l’altro, la nullità per indeterminatezza della scheda testamentaria, oltre alla mancata coincidenza degli scopi statutariamente previsti per due delle tre fondazioni e la nullità della terza fondazione per l’inosservanza di un requisito formale in occasione della sua costituzione. In particolare, l’atto costitutivo sarebbe stato redatto senza l’assistenza dei testimoni, necessari ai sensi dell’art. 48 l. not. in caso di donazione e di convenzioni matrimoniali.
Il giudice di primo grado accoglie la domanda dell’erede legittima, rilevando la non rispondenza degli scopi delle fondazioni con quelli voluti dal de cuius e pronunciando la nullità dell’atto costitutivo della terza fondazione. Sentenza successivamente confermata dalla Corte di appello la quale, analogamente a quanto osservato dal Tribunale, prende le mosse dal negozio di fondazione quale negozio costituito dall’atto di fondazione, preordinato all’istituzione dell’ente, e quello di dotazione, il quale si sostanzia nell’attribuzione dei beni alla costituenda fondazione. Quest’ultimo, se inter vivos, costituirebbe una vera e propria donazione, con conseguente necessaria osservanza di tutti i requisiti formali previsti per tale ultimo negozio.
La Corte di legittimità ribalta integralmente quanto osservato dai giudici di merito, sulla base di considerazioni in precedenza esposte da una parte della dottrina. In primo luogo, ha rilevato la natura unitaria dell’atto di fondazione, conformemente alla più recente giurisprudenza di legittimità (Cass. 8 ottobre 2008, n. 24813). Ha inoltre osservato che, a differenza della donazione, l’atto istitutivo di fondazione ha carattere unilaterale, non ha una causa meramente attributiva ma costituisce un negozio di destinazione dei beni in ordine al perseguimento di una determinata finalità.
La natura unitaria del negozio di fondazione è stata sostenuta dalla dottrina più moderna in considerazione del fatto che la scomposizione in due distinti atti – di fondazione e di dotazione – rappresenta unicamente il frutto di un artificio di costruzione teorica. La riconduzione dell’atto di dotazione alla donazione o al testamento presenta aspetti di problematicità, tenuto conto del fatto che all’atto di donazione non si potrebbero applicare gran parte delle norme in tema di donazione o di testamento. Così, non sarebbe necessario che la fondazione accetti con beneficio di inventario ovvero rifiuti l’attribuzione mortis causa, né sarebbe possibile per il testatore revocare la dotazione nelle ipotesi di ingratitudine e sopravvenienza di figli, secondo quanto previsto dall’art. 800 c.c. (F. Galgano, Delle persone giuridiche, Bologna-Roma, 2006, 206 s. Adesiva l’opinione di F. Prosperi, Delle persone giuridiche, in Cod. civile annotato con la dottrina e la giurisprudenza, a cura di G. Perlingieri, Napoli, 2010, 333 s.).
Di conseguenza, l’atto di dotazione deve considerarsi lo strumento necessario per l’attuazione del fine e dunque inscindibilmente connesso col negozio di fondazione e privo di una propria autonomia (Cass. Sez. 2, 14/12/1967, n. 2958).
Inoltre, come osservato, l’atto istitutivo di fondazione è caratterizzato da una finalità di destinazione, in quanto l’attribuzione è funzionale al perseguimento di una determinata finalità. La dottrina ha al riguardo rilevato l’alterità rispetto alla donazione perché manca l’arricchimento a favore dell’altra parte. In particolare, “Chi costituisce una fondazione per atto tra vivi non attribuisce ma destina un bene per un determinato scopo” (B. Biondi, Le donazioni, nel Tratt. Vassalli, Torino, 1961, 128). La funzione di destinazione nella fondazione è destinata ad atteggiarsi in maniera diversa rispetto ad una donazione modale. Infatti, l’apposizione di un modus comporta in capo al donatario un mero obbligo in ordine ad un determinato impiego, che non assorbe necessariamente l’intera attribuzione e il cui inadempimento viene sanzionato solo a certe condizioni. Ciò a differenza dell’atto di dotazione, nel quale la destinazione si imprime obiettivamente sul bene (A. Torrente, La donazione, Milano, 1956, 165-166).
Di conseguenza, l’atto di fondazione non sarebbe caratterizzato da liberalità ma rientrerebbe tra gli atti gratuiti (F. Ferrara, Le persone giuridiche, nel Tratt. Vassalli, Torino, 1956, 240).
La differenza tra atto di fondazione e donazione ha condotto la Suprema Corte a non ritenere necessaria l’osservanza del requisito formale della presenza dei testimoni richiesto dalla legge notarile. Non mancando di osservare che la presenza dei testimoni non costituisce, in realtà, una formalità coessenziale all’atto pubblico, potendosi ad essa rinunciare in quanto formalità disponibile ad opera delle parti. Ad eccezione delle ipotesi tassativamente previste dalla legge notarile (Cass. 4 novembre 1997, n. 10799).
In conclusione, finalmente oggi si apre la possibilità che venga finalmente data attuazione alla volontà testamentaria del de cuius: buon per gli studenti universitari della nostra regione e per i cani randagi!

Alfonso Valori

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