NO AL RISARCIMENTO DEL DANNO TANATOLOGICO IURE HEREDITARIO: le Sezioni Unite n. 15350/15 confutano Cass. n. 1361/14 (Paolo M. STORANI)

Le Sezioni Unite Civili, con la recente pronuncia n. 15350 del 22 luglio 2015, si sono dimostrate inflessibili nel riaffermare la non risarcibilità del danno da perdita della vita, immediatamente conseguente alle lesioni derivanti da fatto illecito.

Si è, in tal modo, smentita la pur evocativa ed incisiva trattazione contenuta nella poderosa sentenza elaborata dalla Sez. III – n. 1361 del 2014 – con cui l’Estensore Cons. Luigi Alessandro Scarano, in consapevole contrasto con i precedenti orientamenti, aveva ricostruito dalle fondamenta la storia del danno non patrimoniale, pervenendo alla conclusione che il ristoro del danno da perdita della vita ha funzione compensativa e il relativo diritto è trasmissibile agli eredi.

La portata rivoluzionaria di quella pronuncia consisteva nella ristorabilità di per sé della perdita della vita e nella irrilevanza del presupposto della permanenza in vita della vittima per un apprezzabile lasso di tempo susseguente al danno – evento.

Talché, stando a Cass. 1361/2014, il diritto al risarcimento viene acquisito dalla vittima all’istante e, pertanto, in epoca anteriore all’exitus, quale eccezione al principio dell’irrisarcibilità del danno danno – evento e della possibilità di risarcire i soli danni – conseguenza.

Con una motivazione in parte deludente e di certo minimale, in special modo in rapporto al lunghissimo arco temporale trascorso dalla camera di consiglio del 17 giugno 2014, le Sezioni Unite hanno depositato il 22 luglio 2015 una sentenza che sconfessa le considerazioni svolte dalla Sez. III dianzi cennate senza, però, trattare in profondità le questioni irrisolte del danno non patrimoniale dalle quali ha tratto origine la rimessione nomofilattica.

Addirittura, vi era chi aveva interpretato l’interminabile attesa quale un preludio alla risistemazione organica dell’intera materia risarcitoria.

In assenza di lucida agonia, allo stato non è ravvisabile alcun danno catastrofale.

Ma la questione, a nostro sommesso avviso, rimane aperta per i sostenitori delle concezioni più garantiste dei diritti individuali, stante l’anarchia liquidativa delle Corti di merito in tema di danno catastrofale o biologico terminale, in assenza di parametri e limitazioni di legge.

Avv. Paolo M. Storani

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