Tributi locali: quale responsabilità per i coeredi dell’obbligato (Comm. Trib. Prov. Macerata, n. 419/2017 Sez. III, 13.6.2017) – Marisa ABBATANTUONI

Tralasciate le altre questioni, la fattispecie atteneva alla pretesa avanzata dal Comune di Macerata nei confronti di una contribuente per mancato pagamento  TARES  intercorrente nel periodo 28/10/2013 al 31/12/2013. La contribuente era  stata l’unica destinataria dell’avviso di accertamento in quanto erede del proprietario dell’immobile oggetto di obbligazione tributaria. Seppur in presenza di ulteriori eredi l’Ente locale sosteneva la solidarietà passiva dell’imposta, di contrario avviso era la ricorrente che affermava la responsabilità pro quota dei coeredi per il debito d’imposta e quindi concludeva il proprio ricorso con la richiesta di rideterminazione dell’importo dovuto pro quota appunto.

Si precisa che ai fini del pagamento dei tributi locali nessuna norma primaria stabilisce la solidarietà dei coeredi del debitore[1], che rispondono pro quota, in base al principio generale di cui all’art. 1295 c.c.

In materia tributaria la solidarietà fra gli eredi opera soltanto nei casi espressamente previsti dalla legge (come, ad esempio, per le imposte dirette, ex art. 65 del D.P.R. n.600/1973, per l’imposta di successione, ex art. 36 del D.Lgs. n. 346/1990, e per l’imposta di registro, ex art. 57 del D.P.R. n. 131/1986)[2].

Inoltre la violazione delle regole sulla solidarietà passiva, e quindi l’iscrizione a ruolo in capo ad un solo coerede dell’intero debito tributario costituirebbe, comunque, in fase di riscossione un vizio proprio della cartella in violazione dell’art. 19 del D.Lgs. n. 46 del 1999[3]norma che limita l’applicabilità della responsabilità solidale nella fase della riscossione, appunto alle sole imposte sui redditi [4].

In applicazione delle disposizioni sopra individuate la CTP di Macerata statuiva che alla contribuente poteva essere richiesto solamente un terzo del tributo e non l’intero ammontare dell’imposta come illegittimamente effettuato dal Comune di Macerata. Alla soccombenza seguiva la liquidazione proporzionale delle spese.

[1] 19. Disposizioni applicabili alle sole imposte sui redditi

1. Le disposizioni previste dagli articoli 14, 15, 32, 33, 34, 35, 37, 38, 41, 42-bis, 43-bis, 43-ter, 44 e 44-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, si applicano alle sole imposte sui redditi”;

 


[1] Cass. civ. Sez. V, 14-01-2011, n. 780 (rv. 616373)

In tema di INVIM, gli eredi non rispondono solidarmente dell’imposta dovuta dal dante causa, ma “pro quota”, in base alla regola generale di cui all’art. 1295 cod. civ.,operando in materia tributaria la solidarietà fra gli eredi solo nei casi espressamente previsti e prevedendo l’art. 26 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 643 la solidarietà per il pagamento del tributo indicato limitata agli “alienanti” e ai “beneficiari del trasferimento di ciascun immobile” (categoria quest’ultima riferita all’ipotesi di trasferimento a titolo gratuito). (Cassa e decide nel merito, Comm. Trib. Reg. Roma, 22/11/2004)

[2] Commiss. Trib. Reg. Lazio Roma Latina Sez. XXXIX, Sent., 05-02-2015, n. 700

Ai fini del pagamento della TARSU nessuna norma primaria stabilisce la solidarietà dai coeredi del debitore, che rispondono pro quota, in base al principio generale di cui all’art. 1295 c.c. In materia tributaria la solidarietà fra gli eredi opera soltanto nei casi espressamente previsti dalla legge (come, ad esempio, per le imposte dirette, ex art. 65 del D.P.R. n.600/1973, per l’imposta di successione, ex art. 36 del D.Lgs. n. 346/1990, e per l’imposta di registro, ex art. 57 del D.P.R. n. 131/1986)”.

 [3] 19. Disposizioni applicabili alle sole imposte sui redditi

1. Le disposizioni previste dagli articoli 14, 15, 32, 33, 34, 35, 37, 38, 41, 42-bis, 43-bis, 43-ter, 44 e 44-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, si applicano alle sole imposte sui redditi”;

[4] Cass. civ. Sez. V, 22-10-2014, n. 22426

Per il debito ereditario conseguente al recupero nei confronti del de cuius della maggiore imposta di registro non trova applicazione l’art. 65 del D.P.R. n. 600/73, previsto per le imposte sui redditi, e neppure l’art. 36 del D.Lgs. n. 346/90. Pertanto, gli eredi, in mancanza di norme speciali che vi deroghino, sono tenuti al pagamento del tributo solo pro quota ai sensi degli artt. 752 e 1295 c.c.”

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